AMANTI DISTANTI (Forin, Logli)
Ci penso sempre cosa vuoi
dimenticare è un limite
del resto il tempo è qui con me
sta compilando le pratiche
ma ho sempre in mano le tue lettere
e quelle buste con su le nuvole
ora rileggo le parole
con rinnovato senso critico:
dici e non dici
ma già che dici
potevi almeno non illudermi così e già,
invece passo dopo passo
sei riuscita a far di me
un caso clinico…
Non riesco ancora a crederci
ho sconfinato nel ridicolo
ma dimmi te,
e non sai neanche scrivere!
Non è questione di grammatica, no
è che l'amore vuol certe parentesi
è che l'amore si fa anche per ridere!
E invece piangi e ti lamenti
dei continui fallimenti
che come dici tu t'inseguono, ma dai!
E allora siedi ad aspettare ancora un altro
e lo sai già che prima o poi
ti verrà a cercare.
Ma lasciami fuori da queste storie
piene di cenni e di mezze parole
ma per favore, ma per favore!
È una situazione imbarazzante
come un'amante in viva voce
e non c'è niente di eccitante
in un'amante …distante!
SCUSA (Forin, Logli)
Scusami sai, se non ti pago da bere
ma, cosa vuoi, oggi non mi sento adeguato
in questo bar predisposto per lunghe degenze
tutti seduti davanti ad una flebo di vino
e che qui sanno solo parlare di calcio e di tasse
e io nonostante gli sforzi non riesco a seguirle ste masse
ma sono solo parole, e hanno le gambe corte
come le bugie che vado raccontando sui miei amori
Scusami sai, se ti sembro un po’ strano
non spaventarti se guido e ti sembro distratto
no, no è inutile che insisti
è che mi va proprio di tagliare la strada ai ciclisti
ma è normale, per chi è perseguitato dagli assicuratori
è normale per me che non ho un buon ricordo dei tuoi amori
ma sono solo parole,
e hanno le gambe corte
come le bugie che vado raccontando sui miei amori
si ma ora che ho perso la testa per una moretta
passo le ore e la notte a contare le stelle
si, lo so che avrei cose più urgenti da fare
intanto ho trovato anche il tempo per imparare a sognare
la verità è che una vita che faccio presenza
la verità la saprai, ma solo in mia assenza
ma sono solo parole, dai!
e hanno le gambe corte
come le bugie che vado raccontando sui miei amori
come le bugie che vado raccontando
L'ORIENTE DEL NORD (Forin, Logli)
Questo è l'oriente del nord
dove vengono a meditare
le persone sole e le zanzare
è l'oriente del nord
e nella scia delle navi
ci puoi trovare le coppie clandestine
condannate a nuotare
e c'è un bazar per ogni portone
e una mano tesa ad ogni stazione
di questa lenta via crucis metropolitana
Questo è l'oriente del nord
dove si possono riciclare
le promesse mancate
d’oltremare
è l'oriente del nord
e tra le righe di tutti i giornali
ci puoi trovare i numeri facili da giocare
per questa grande illusione
di questa nostra illusione
ma è già arrivato un grande stregone
che nell'antro oscuro di una televisione
sta preparando i riti
per la nuova stagione
Ma vegni che te cönto ö ma de sta tæra
e cömme l'è ca le nasciua sta guera
(Ma vieni che ti racconto il male di questa terra
e com’è che è nata questa guerra)
Ma come potremo continuare a sperare
se tutto intorno non c'è più colore
se questa notte non ha più sapore
se questa terra non ha più valore
In questo oriente del nord
dove si vengono a rifugiare
i diavoli poveri
sfuggiti ad un inferno statale
ad un inferno fiscale
e c'è un bazar per ogni portone
e una mano tesa ad ogni stazione
di questa lenta via crucis metropolitana
UNA QUESTIONE DI EDUCAZIONE (Forin, Logli)
Superiamo i limiti
ma senza farci vedere
siamo qui per far numero, si
ma senza farci notare
È una questione di educazione
mista ad un raffinato senso del pudore.
Ma fra noi c'è anche chi
considera normale
ubriacarsi ogni sabato sera
fino a stare male
è una questione di educazione
priva comunque di ogni senso
del piacere!
Ma anch'io so essere sgradevole
ma solo se mi conviene
del resto sono molto modesto
ed è per questo
che non ve lo faccio pesare
è una questione di educazione
semplicemente
una questione di educazione
Ma c'è chi è convinto di aver ragione
e non si è ancora stancato
di sentirsi ripetere
che forse tutto è sbagliato.
Detto così sembra facile
visto da li sembra inutile
ma se me lo dici tu
posso anche crederci
E vi vedo sempre più pallidi
che attraversate la strada
alla ricerca di un'abitudine
per sentirvi normali
Incuranti come sempre
di tutto questa solitudine,
incuranti come sempre
di tutta questa VOSTRA solitudine!
Ma chi è che sta
attraversando il mio cammino
lui passerà,
io …passerotto!
VAGON LIT (Forin, Logli)
Certi miei amori
non li ho rivisti più
ma ne ho ancora ben presente il sapore
che mi confonde ancora un po'
come quando penso ai treni
e a quelle lunghe notti sui vagon lits
si ora che la Francia è così vicina
sta giusto in fondo a questo martedì
sto nascondo dietro a una vetrina
e stringo tra le braccia una cameriera
che metta un po' di ordine nella mia vita
se si accontenta di un pagherò
e non mi dire che ti senti sola
telefona, almeno telefona
no, non mi dire che ti senti sola
telefona, ti prego telefona
ti prego telefona, telefonami
E che domani è un altro giorno
e non mi serve che tu aggiunga altro
si domani è un altro giorno
e ho già capito, ho già capito!
SBAGLIARE D'AUTOBUS (Forin, Logli)
Sbagliare d'autobus, a volte capita
lunghi semafori, stress economico
ma sbagliare d'autobus, si a volte capita
Si è troppo timidi, non c'è più dialogo
o non leggi il numero e non osi chiedere
vecchi ballabili, ricordi inutili
ma sbagliare l'autobus, si, può succedere
ma a quelli stupidi, ai nevrastenici
E quello parte per quartieri fuori mano,
scodinzolando sulla scia di Magellano
tu te ne accorgi che sei sempre più lontano,
al capolinea!
E aspetti il prossimo, che sarà lucido
cromato e solido, inossidabile
sarà implacabile, sarà impossibile
sicuro e nitido, bello e nostalgico
Le sospensioni ti faran danzare ritmi equatoriali
la gente dentro avrà sorrisi arcani e palpiti ancestrali
e tutti quanti danzeranno al bacio dell'ultimo sole
Tu aspetta il prossimo; al capolinea!
SCARPE ROTTE (Forin)
Sto con le scarpe rotte
sopra un'astronave
e da questa posizione
mi godo la visione
C'è un cane che mi fa coraggio
mi da la direzione
ma è tempo che mi decida
lasciatemi…
Bere ancora un poco
almeno fino a che non sarà Natale
aspetto i suoi regali
che mi porti, ma che mi porti…
Un amore senza riguardo
già deciso tutto al primo sguardo
un amore da lasciare fuori dalla porta
e non deve entrare
No, non deve entrare
Ma fuori dalla porta ci sta il mare
che è una scusa buona per camminare
una valigia vuota pronta per restare
Qui…
Dove ho lasciato le mie parole
da sole come i matti
e come i matti ho un gran dolore
da medicare
Figlio di una canzone
e di un giorno di pioggia
figlio di ventre generoso
e di padre perso troppo in fretta
Ma vengo da parte di un capitano
che si è perduto sulle rotte del Nord
lui mi ha insegnato una cosa soltanto
ma presto o tardi la dimenticherò
Perché il tempo che passa
le cose le sposta
e quello che cerchi ora qui non c'è più
ma la fretta consiglia:
metti da parte una carezza
ASPETTANDO SU UNA PENSILINA (Forin, Logli)
Sto aspettando ormai da un ora
Su questa pensilina
un autobus che non arriva
che non arriva.
Mi accendo un'altra sigaretta
Mi accendo un'altra sigaretta.
Come è possibile mi chiedo
che questa mia camicia
Sia diventata così stretta
sia diventata così stretta
Ma come è possibile mi dico
Che tu mi abbia lasciato
Ed è già passata ormai più di una settimana
Ed è già passata ormai più di una settimana.
Roba che se ci penso divento matto, divento matto, divento
Roba che bisogna provare!
E stasera chissà se riuscirò a mangiare
E stasera chissà se riuscirò a dormire
E domani chissà se riuscirò a sperare
E domani chissà se riuscirò a mangiare
E intanto intorno qui c'è tanta gente
Ragazzi che ridono
È domenica però, ma però non è una bella festa
No, non è per niente una bella festa.
E non sapere dove sei finita e non riuscire a capire
Non sapere più niente,
neppure come sono finite le partite!
Roba che se ci penso divento matto, divento matto, divento
Roba che bisogna provare!
Sto aspettando ormai da un ora
Su questa pensilina
un autobus che non arriva
che non arriva!
E sta finendo anche quest'altra sigaretta
E sta finendo anche quest'altra sigaretta
E sta finendo anche quest'altra sigaretta
…
Roba che se ci penso divento matto, divento matto, divento
IL TEMPO PERSO (Forin, Logli)
Sono lunghe queste ore che mancano
sono tante le facce che passano
sono stanco e non riesco a riflettere
proprio adesso
che avrei bisogno di insistere.
Sono poche le idee che mi vengono
sono troppe le strade che salgono
ma sono in forse per un posto che valga
dove nascondermi
sotto il nome di un altro!
Sono in ritardo
e si è messo un gran vento
sono fuggito da una città in riva al mare
sono salito più in alto
per poter respirare
ma trovo quest'aria
così priva di sale!
Starò attento la prossima volta
starò nascosto
magari dietro una porta
starò al gioco
e farò finta di niente:
meglio stare attenti
a chi vende solo illusioni!
Poi chi mi vedrà sarà convinto
di avermi parlato a lungo
in chi mi vedrà nascerà il dubbio
di avermi già conosciuto!
Ma si!
Perché io sono il tempo perso
il tempo perso,
il tempo perso…
QUELLO CHE MANCA (Forin, Logli)
Come va? Avevo voglia di sentirti
Come va? Avevo voglia di chiamarti
Come stai? Dimmelo se ti disturbo, non vorrei mai!
Cosa vuoi, qui le cose vanno avanti
e fra di noi io soffro queste distanze
ma se puoi, fermati un momento
si se puoi, regalami un istante
e pensami, quando chiudi la porta
pensami, quando sali le scale, pensami
se sei in mezzo al traffico, ferma a un semaforo
quando scendi da un autobus, pensami
Ti ricordi rubavamo gli spiccioli
dai resti lasciati sui tavoli
mentre intorno infuriavan le dispute per i posti più comodi
ma poi tu distruggevi le mie sculture di mollica
esasperata dicevi dal protrarsi dei nostri dialoghi
sul futuro dei comici, sul sesso dei diavoli,
sul futuro dei comici, sul sesso dei diavoli,
mentre, lo vedi,
resta solo una virgola
a separarmi da te
Ma ho bisogno di sentirmi a tempo
in questa musica che mi circonda
c'è bisogno di mettersi al vento
con una musica di conforto
Ma c'è bisogno di sentirsi a tempo
in questa musica che ci circonda
c'è bisogno di mettersi al vento
con una musica che ci conforti
con un ritmo che ci trasporti, via, via, via
Ma è quel che manca, è quel che manca
è quel che manca ad ogni età
ma è quel che si cerca, quel che si cerca
è quel che si cerca ad ogni età!
In Aspirina Metafisica hanno suonato:
AUGUSTO FORIN,
chiatarra acustica e voce
PINO PARELLO,
basso freetless
ROBERTO LOGLI,
pianoforte
PAOLO DE GREGORIO,
batteria
MARICA PELLEGRINI,
percussioni e cori
MARCO FADDA,
tabla e percussioni
FRANCESCA RAPETTI,
flauto e cori
PAOLO COGORNO,
tastiere e cori
ELENA CIMAROSTI,
cori
LUCA CIMADOMO,
fischio in “Scusa”
MAX MANFREDI,
voce in “Sbagliare d’autobus”
ASPIRINA METAFISICA
è stato registrato e mixato presso gli studi MACCAJA di Genova
da ALESSANDRO CAFORIO e PAOLO COGORNO
assistente alla regia GABRIELE TIEZZI
produzione artistica AUGUSTO FORIN e PAOLO COGORNO
musica di AUGUSTO FORIN
testi di AUGUSTO FORIN
escluso “Sbagliare d’autobus” di Max Manfredi
e “Aspettando su una pensilina” di Massimo ‘Pigiamino’ Gaviglio
arrangiamenti di ROBERTO LOGLI
fotografie di PATRIZIA BIAGHETTI
riprese d‘ambiente effettuate presso la SOMS di Sussisa
da Augusto Forin
Alla mia compagna di vita, Patrizia.
A Alejandro Jodorowsky per la frase che mi ha ispirato:
… tutto ciò che si fa, prima o poi scompare e lascia dentro di noi un’enorme depressione …tramite le arti ho cercato una “aspirina metafisica… ”
A tutti gli amici musicisti che hanno lavorato con me in questi anni.
Alla SOMS di Sussisa e a tutti gli ignari avventori che ritroveranno le loro voci in questo lavoro.
All’amico di sempre, Marco Spiccio che qui non compare come musicista ma che senza la sua frequentazione molte mie canzoni non avrebbero visto la luce.
A Mirco Pagano, Mauro Carbone e Massimo De Pasquale.
A tutto lo staff di Maccaja e della Casa della Musica.
A Roberto Rossetti della Fedrigoni e a Luca Napoli delle grafiche G7.
E un grazie a tutti gli amici che mi hanno sostenuto e incoraggiato nella lunga, lunghissima gestazione di questo lavoro.
IO
GLI AMICI DI ASPIRINA
I MUSICISTI DI ASPIRINA
DISCO CLUB
Pur non essendo un gran momento per i cantautori, bisogna dire che dalle nostre parti c‘è una sorta di enclave dalla quale, pur nella parziale invisibilità, continuano a uscire prodotti di uno certo spessore come il notevole “Luna Persa” di Max Manfredi e, prima,“Dal basso dei cieli” di Federico Sirianni. Evidentemente, anche sottotraccia, si continua a scavare nella vena misteriosa e inesauribile della vera o presunta ‘scuola’ genovese. Forin (chiedo perdono) non è più un giovanotto e le sue frequentazioni e ispirazioni sono quelle di chi veleggia per i cinquanta: ombre di Paolo Conte, echi di tango e bossa, lo stesso Manfredi che fa capolino in “Sbagliare d'autobus”. Gli arrangiamenti, di ottimo gusto, e la sfiziosa copertina cattureranno anche chi guarda svogliato da dietro la vetrina.
(Fausto Meirana)
L'altra musica ... (quella che non gira in radio)
BLOG di FABIO ANTONELLI
Aspirina metafisica: cura la solitudine ed è senza controindicazioni.
di Fabio Antonelli
Ad ispirare il titolo una frase di Alejandro Jodorowsky: « … tutto ciò che si fa, prima o poi scompare e lascia dentro di noi un’enorme depressione ...tramite le arti ho cercato una "aspirina metafisica" … ».
Così giustifica la scelta di questo curioso titolo Augusto Forin, cantautore genovese, che pubblica il suo primo album ufficiale “Aspirina metafisica”… …
continua sul blog di Fabio Antonelli ->
leggi la recensione su il sito delle Brigate Lolli ->
Creuza de Ma
Augusto Forin: Aspirina metafisica
Augusto Forin, genovese, 53 anni, ben conosciuto nel mondo musicale genovese č al suo disco di esordio ufficiale: Aspirina metafisica. Giā nel guardare e prendere in mano il disco rimani sorpreso, piacevolmente sorpreso. Le dimensioni, il formato, il materiale sono quelli del vecchio LP. anche se all' interno troviamo il classico CD. La copertina č colorata, piena di oggetti e piccole cose. Le piccole cose che accompagnano una vita: una vecchia Olympus, un giallo Mondadori, i Puffi, matite, un vecchio numero del Corriere dei Piccoli, i modellini di case costruiti dal padre. …
continua a leggere sul sito Creuzadema ->
L'Unità
Augusto Forin
Un’anima latina al crocevia dei desideri
di Roberto Brunelli
L'oriente del nord è probabilmente uno di quei posti in cui il desiderio arriva, fugge e si cerca continuamente, un luogo di magica perdizione in cui i suoni si mischiano, dove s’inseguono nostalgie e sogni.Un labirinto che guarda al cielo, un «bazar ad ogni portone», un posto dove «meditano le persone sole e le coppie clandestine». È una specie di Rick’s café della musica italiana il ritrovo messo su da Augusto Forin e la sua banda: colpi liquidi di pianoforte che portano l’anima latina in un crocevia di lontani ma avventurosi echi jazz, arpeggi di chitarra chenon sono ma conoscono la bossa, voci in distanza registrate due stanze più in là, fischi e cori, percussioni sensuali come le tabla, storie di amanti distanti, di attese infinite, di sigari cubani e mappamondi, di vecchie musicassette, di macchine fotografiche reflex, un piccolo pantheon postmoderno in cui possono incontrarsi per un caffè Luigi Tenco ed il futurista Marinetti, Gramsci e Walt Disney, Paolo Conte e FrankZappa. È un piccolo mondo alternativo, quello contenuto in Aspirina metafisica, l’album del cantautore (mai parola ci rimase più stretta) Augusto Forin, classe 1956, ex odontotecnico (molti anni fa) passato al basso elettrico e poi alla canzone. Un album registrato con grande sapienza e diabolica cura, sofisticato con calore mediterraneo e l’intelligenza di una milonga, dei cuori che bruciano per il mal di luna o per una sigaretta spenta troppo presto.
Scrive con estrema perizia, Forin, tuffandosi anima e corpo nelle passioni mai sopite, cosa sorprendente in un’Italia che le proprie passioni sembra averle dimenticate. Racconta storie, Augusto, con la complicità di un gruppo di eccellenti musicisti (Roberto Logli al piano, Pino Parello al basso, PaoloDeGregorio alla batteria, Marica Pellegrini percussioni e cori, Marco Fadda tabla e altre percussioni, Elena Cimarosti ai cori, Paolo Cogorno alle tastiere), in cui la sonorità è l’assoluta
protagonista, tanto da rappresentare quasi la sorpresa nella sorpresa: non è la marmellata cui ci hanno abituato i discografici italiani, è un mondo in cui ogni tocco di batteria (Aspettando su una pensilina), ogni colpo di basso oppure sinanche i rumori in sottofondo raccontano una storia dai confini liquidi, vaghissimamente onirici, un mare in cui è bello perdersi.
vedi il pdf sul sito dell'Unità ->
Kronic
Augusto Forin
Aspirinai Metafisica
di Roberto Bonfanti
Qualcuno si ricorda di Pa Doo Ik, il dentista dell'esercito coreano che segnò il goal che eliminò l'Italia dai mondiali del '66? Lo ricorderà di certo Augusto Forin, che in quell'estate stava già per iniziare le scuole medie e che, prima di questo suo esordio discografico, oltre ad aver attraversato diverse esperienze artistiche, ha fatto anche l'odotecnico.
Augusto Forin non ha la genialità di Rivera. Ma probabilmente uno come lui la palla a al dentista coreano non l'avrebbe mai regalata, vista la sua indole da onesto ed intelligente lavoratore di centrocampo capace di mettere d'accordo allenatori e tifosi grazie al suo essere sempre nel posto giusto, cercando la gioca più semplice e non sbagliando mai un passaggio.
Ciò che colpisce più di tutto in Aspirina Metafisica è la grande fluidità della scrittura musicale di Forin. Una facilità di scrittura che gli permette di mettere a frutto gli insegnamenti dei suoi “maestri” (su tutti i fratelli Conte, Gino Paoli, Bindi, quel Max Manfredi che non a caso scrive e duetta con lui in Sbagliare d'Autobus, il Ciampi meno “maledetto”, il Baccini meno sfacciatamente pop ed un po' tutto l'universo cantautorale a cavallo fra Genova, la Francia ed il jazz) condensandoli in un pugno di canzoni decisamente piacevoli, spontanee ed intriganti rivestite da arrangiamenti prevalentemente acustici e ben curati.
Un CD forse tutt'altro che rivoluzionario ma sicuramente caldo, accogliente e familiare, proprio come i rumori da bar che fanno di tanto in tanto da intermezzo fra una traccia e l'altra o le cianfrusaglie da scatola dei ricordi immortalate nella grande copertina cartonata in formato vecchio vinile.
Per notizie, su ASPIRINA METAFISICA
se volete ordinare una copia del CD ma
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scrivete a
info@aspirinametafisica.com
Se volete contattare me
info@augusto.forin.name
Se volete mettervi in contatto
con lo straordinario studio grafico che ha curato tutto questo
info@ilpigiamadelgatto.it
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UN’ASSAGGIO DEI BRANI DI ASPIRINA:
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